CIN: chi deve averlo, come si richiede, dove va esposto
Il Codice Identificativo Nazionale serve a tutte le strutture ricettive e a chi affitta per turismo, anche se ha già un codice regionale: il CIN non lo sostituisce, si aggiunge. Si richiede online sulla Banca Dati del Ministero del Turismo con SPID o carta d'identità elettronica. Va esposto all'esterno dello stabile e indicato in ogni annuncio. L'obbligo è pienamente in vigore e le sanzioni si applicano.
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Chi deve richiederlo
L'obbligo è largo e prende dentro quasi tutti:
- Titolari e gestori di strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere, agriturismi compresi.
- Chi affitta un'unità abitativa per locazione turistica.
- Chi affitta con contratti di locazione breve.
Da quando si rischia la sanzione
L'obbligo è diventato applicabile il 2 novembre 2024, sessanta giorni dopo l'avviso pubblicato dal Ministero del Turismo in Gazzetta Ufficiale.
Chi aveva già il codice regionale a quella data ha avuto tempo fino al 31 dicembre 2024 per chiedere il CIN, ed è sanzionabile dal 1° gennaio 2025. Chi ha ottenuto il codice regionale dopo il 2 novembre 2024 ha trenta giorni dall'assegnazione. Se la Regione non lo assegna entro i termini del procedimento, si hanno dieci giorni dalla scadenza di quel termine. Nelle Regioni che un codice proprio non l'hanno mai istituito, l'obbligo vale dal 2 novembre 2024.
Alla data di questa pagina l'obbligo è in vigore da quasi due anni e non risultano proroghe successive.
Come si richiede
Il percorso è questo, nell'ordine:
- Prima la SCIA al SUAP del Comune, se svolgi l'attività in forma imprenditoriale, oppure la comunicazione prevista dalla tua Regione per le locazioni turistiche.
- Poi il codice regionale o provinciale, dove la tua Regione lo prevede.
- Infine il CIN, sulla Banca Dati delle Strutture Ricettive del Ministero del Turismo, entrando con SPID o carta d'identità elettronica.
Dove va esposto
La legge chiede di esporre il codice all'esterno dello stabile in cui si trova l'appartamento o la struttura, e di indicarlo in ogni annuncio, ovunque sia pubblicato.
Non è obbligatorio un cartello: sono ammesse modalità alternative, purché il codice sia visibile al pubblico e siano rispettate le norme regionali, i vincoli urbanistici e paesaggistici e le regole sull'identificazione degli ospiti. È il punto utile per chi ha un immobile in centro storico o sotto vincolo, dove un cartello non si può mettere.
Se pubblichi tramite un portale o un'agenzia, l'obbligo di indicare il codice negli annunci ricade anche su di loro, che devono impedire la pubblicazione di annunci senza codice. Tu sei sanzionabile se non hai comunicato loro il CIN.
Quanto si rischia
Gli importi sono quelli previsti dalla norma che ha istituito il codice, e li applicano i Comuni tramite la polizia locale:
- Struttura o immobile senza CIN: da 800 a 8.000 euro, graduata in base alle dimensioni.
- CIN non esposto: da 500 a 5.000 euro, per ciascuna struttura o unità.
- CIN non indicato negli annunci: da 500 a 5.000 euro, più la rimozione immediata dell'annuncio.
- Attività imprenditoriale senza SCIA al SUAP: da 2.000 a 10.000 euro.
Non confonderlo con gli altri adempimenti
Il CIN identifica la struttura: serve a far sapere allo Stato e a chi legge un annuncio che quell'immobile esiste ed è censito. Non ha niente a che vedere con i dati degli ospiti.
Comunicare alla Questura chi dorme da te resta un obbligo separato, da assolvere tramite Alloggiati Web entro 24 ore dall'arrivo. E mandare ogni mese i numeri alla tua Regione per le statistiche sul turismo è un terzo obbligo ancora diverso. Sono tre cose distinte, con tre destinatari e tre scadenze.
Domande frequenti
Ho già il codice regionale, devo chiedere anche il CIN?
Sì. Il CIN non sostituisce il codice regionale: convive con lui. Dove la Regione lo prevede, il codice regionale resta obbligatorio e va richiesto prima.
Il mio immobile è in centro storico e non posso mettere cartelli. Come faccio?
La norma chiede che il codice sia visibile al pubblico, non che ci sia per forza un cartello: sono ammesse modalità alternative, purché rispettino le regole della tua Regione e i vincoli urbanistici e paesaggistici dell'edificio. Per il caso concreto conviene sentire il Comune.
Pubblico solo su un portale. Devo mettere io il codice nell'annuncio?
Devi comunicare il CIN al portale o all'agenzia, che hanno l'obbligo di inserirlo e di non pubblicare annunci senza codice. Se non glielo comunichi, sei sanzionabile tu.
Chi controlla e chi fa le multe?
I Comuni, attraverso la polizia locale. L'Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza collaborano con le analisi, ma non sono loro ad applicare le sanzioni sul CIN.
Ho chiuso l'attività: devo fare qualcosa?
La cessazione va comunicata agli uffici territoriali competenti, cioè Comune e Regione secondo le regole locali, non direttamente al Ministero del Turismo.
Da dove arrivano queste informazioni
Ogni dato di questa pagina viene da una di queste fonti. Se una regola cambia e noi non siamo ancora arrivati ad aggiornare, la fonte ufficiale vale più di questa pagina.
- Banca Dati delle Strutture Ricettive del Ministero del Turismo — dove si richiede il codice, con SPID o carta d'identità elettronica
- Ministero del Turismo, domande frequenti sul CIN — le risposte ufficiali su chi è obbligato, i termini e l'esposizione
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