Tassa di soggiorno: cosa deve fare chi gestisce la struttura
La paga l'ospite, la incassi tu e la versi al Comune. Dal 2020 non sei più un agente contabile ma un responsabile del pagamento, e a gennaio 2026 la Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha chiuso la questione: niente più conto giudiziale alla Corte dei conti, e le controversie vanno al giudice tributario. Resta la dichiarazione annuale entro il 30 giugno, più versamenti e comunicazioni secondo le regole del tuo Comune.
Contenuti controllati il
La novità del 2026: non sei più un agente contabile
Per anni chi gestiva una struttura, incassando l'imposta, era considerato un agente contabile: maneggiava denaro pubblico, quindi doveva rendere il conto alla Corte dei conti con il cosiddetto modello 21, di solito entro il 31 gennaio. E chi non riversava quanto incassato rischiava l'accusa di peculato, cioè un reato.
Quell'impianto è caduto in due passaggi. Nel maggio 2020 una norma ha qualificato il gestore come responsabile del pagamento dell'imposta, con diritto di rivalsa sull'ospite: una figura tributaria, non contabile. Poi, il 23 gennaio 2026, la Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha messo il punto con l'ordinanza numero 1527: il gestore non è più agente contabile, il suo obbligo ha natura esclusivamente tributaria, e sulle controversie decide il giudice tributario, non la Corte dei conti.
Per chi gestisce una struttura significa due cose concrete: il conto giudiziale non si fa più, e il mancato versamento non è più peculato ma un illecito amministrativo tributario, con sanzione in percentuale.
Perché ogni Comune fa storia a sé
La legge nazionale del 2011 che ha istituito l'imposta prevedeva un regolamento statale che fissasse la disciplina generale. Quel regolamento non è mai stato emanato. La stessa norma permetteva ai Comuni di andare avanti lo stesso con un proprio regolamento, ed è quello che è successo.
Il risultato è che la cornice è nazionale e il contenuto è comunale. Nazionale è chi può istituirla, il fatto che la paghi l'ospite, il tuo ruolo, la dichiarazione annuale e le sanzioni. Comunale è tutto il resto: quanto si paga, chi è esente, per quante notti, ogni quanto si versa, con quale modulo e su quale portale.
Qualche esempio di quanto divergono: le notti massime tassate sono 5 a Venezia, 7 a Firenze, 10 a Roma, 90 a Brescia. I minori sono esenti fino a 10 anni a Roma, 12 a Firenze, 16 a Brescia. Ci sono Comuni dove l'imposta si applica solo in alta stagione. Il versamento può essere mensile, bimestrale o trimestrale a seconda di dove sei.
Quanto si paga, e con quali criteri
Non esiste una tariffa nazionale, e nemmeno un criterio unico. Alcuni Comuni usano le stelle, altri la fascia di prezzo della camera, altri la zona della città o la stagione, altri ancora una percentuale sul prezzo.
Bologna, per esempio, usa le fasce di prezzo: dalla camera più economica a quella sopra i 121 euro l'imposta sale per scaglioni, e per le locazioni brevi tramite portali è una percentuale del costo con un tetto per persona a notte. Milano usa le stelle, e dal 1° aprile 2026 arriva a 12 euro a notte per i cinque stelle.
Quei 12 euro di Milano sono il tetto massimo oggi raggiungibile in Italia, e si spiegano così: la legge di base fissa 5 euro, la legge di bilancio per il 2026 permette ai Comuni di aggiungere fino a 2 euro, e un decreto dell'ottobre 2025 consente altri 5 euro ai Comuni di Lombardia e Veneto entro trenta chilometri dalle sedi di gara olimpiche, per il solo 2026. Milano è l'unico caso che somma entrambe le maggiorazioni.
Non pubblichiamo qui le tariffe città per città: cambiano spesso, e una cifra sbagliata è peggio di nessuna cifra. La fonte giusta è il regolamento del tuo Comune.
La dichiarazione annuale: 30 giugno, anche a zero presenze
È l'adempimento che più spesso viene dimenticato, perché è recente e perché non lo chiede il Comune. Dal 2020 esiste una dichiarazione nazionale, con un modello approvato dal Ministero dell'Economia nel 2022, da presentare solo per via telematica entro il 30 giugno dell'anno successivo a quello a cui si riferisce.
La presentano i gestori delle strutture ricettive, chi è obbligato per il contributo di soggiorno di Roma, e anche gli intermediari e i portali che incassano o intervengono nel pagamento dei canoni delle locazioni brevi.
Dentro ci vanno le tariffe applicate, il numero di presenze per ciascuna tariffa, le esenzioni e le riduzioni, e l'importo complessivamente versato nell'anno.
Due obblighi, non uno
La dichiarazione annuale nazionale non sostituisce quello che chiede il Comune, e viceversa. Sono cumulativi.
- Al Comune: il versamento di quanto incassato e la comunicazione periodica delle presenze, con la frequenza e la modulistica del regolamento comunale. Può essere mensile, bimestrale o trimestrale.
- Allo Stato: la dichiarazione annuale telematica entro il 30 giugno, con il modello ministeriale.
Cosa si rischia
Non è più peculato: è una sanzione amministrativa tributaria. Per l'omesso, ritardato o parziale versamento si applica la sanzione prevista per i tributi, che dal 1° settembre 2024 è il 25% dell'importo non versato, mentre per le violazioni precedenti era il 30%.
La sanzione si riduce se si rimedia in fretta: è dimezzata se il ritardo resta entro novanta giorni, e scende ulteriormente, con un calcolo giornaliero, se il ritardo è entro quindici giorni. Restano dovuti gli interessi, ed è possibile il ravvedimento operoso.
Per la dichiarazione omessa o infedele la sanzione è invece molto più pesante: dal 100 al 200% dell'importo dovuto. Vale la pena saperlo, perché è il doppio adempimento di cui sopra: si può essere in regola con il Comune e scoperti sulla dichiarazione annuale.
Se l'ospite si rifiuta di pagare
Qui la risposta è scomoda e va detta com'è: tu resti obbligato. Dopo la decisione del 2026 la tua responsabilità è calibrata sull'imposta dovuta dall'ospite, non solo su quella che hai materialmente incassato. Il diritto di rivalsa è un tuo diritto verso l'ospite, non una scusante verso il Comune.
I regolamenti comunali prevedono comunque una procedura da seguire, e seguirla è l'unica difesa documentale che hai: in genere significa chiedere i dati di chi rifiuta, far firmare o comunque verbalizzare il rifiuto, e comunicarlo all'ufficio del Comune anche senza firma, indicandolo poi nella comunicazione periodica.
Quello che nessuna fonte chiarisce, e quindi non ti diciamo, è se seguire correttamente quella procedura ti liberi dal debito verso il Comune oppure valga solo come prova. È una questione aperta che la decisione del 2026 non ha risolto. Se ti capita spesso, parlane con il tuo consulente e chiedi al Comune come si comporta.
Domande frequenti
Devo ancora presentare il modello 21 alla Corte dei conti?
Secondo la decisione delle Sezioni Unite di gennaio 2026 no, perché il gestore non è più agente contabile. Molti regolamenti comunali però non sono stati aggiornati e continuano a chiederlo: prima di non presentarlo, chiedi conferma scritta al tuo Comune.
La tassa di soggiorno è un mio costo?
No. Il soggetto passivo è l'ospite: tu la incassi e la riversi al Comune. Non entra nei tuoi ricavi e non va confusa con il prezzo della camera, anche quando la incassi insieme.
Ho già comunicato tutto al Comune ogni mese. Devo fare anche la dichiarazione annuale?
Sì. Sono due adempimenti distinti e nessuno assorbe l'altro: le comunicazioni periodiche vanno al Comune, la dichiarazione annuale telematica va presentata entro il 30 giugno dell'anno successivo con il modello ministeriale.
Il portale incassa già l'imposta per me: sono a posto?
Non sempre. Se la tariffa del tuo Comune è più alta di quella applicata dalla piattaforma, la differenza resta a tuo carico. Conviene confrontare quanto ha versato la piattaforma con quanto prevede il regolamento comunale, prima che lo faccia il Comune.
Quanto si paga nella mia città?
Dipende dal regolamento del tuo Comune, e i criteri cambiano: stelle, fascia di prezzo, zona, stagione o percentuale sul prezzo. Cambiano anche le esenzioni e il numero massimo di notti tassate. La pagina dei tributi del tuo Comune è l'unica fonte da usare.
Perché nel 2026 è aumentata in tante città?
Per due norme che si sommano: la legge di bilancio per il 2026 permette ai Comuni di aggiungere fino a 2 euro a notte, e un decreto dell'ottobre 2025 consente altri 5 euro, per il solo 2026, ai Comuni di Lombardia e Veneto vicini alle sedi olimpiche. Sono maggiorazioni temporanee, prorogate di anno in anno: il tetto strutturale della legge resta 5 euro.
Da dove arrivano queste informazioni
Ogni dato di questa pagina viene da una di queste fonti. Se una regola cambia e noi non siamo ancora arrivati ad aggiornare, la fonte ufficiale vale più di questa pagina.
- Corte di Cassazione, Sezioni Unite, ordinanza n. 1527 del 23 gennaio 2026 — la decisione che chiude la qualifica di agente contabile
- Decreto del Ministero dell'Economia del 29 aprile 2022 — il modello della dichiarazione annuale e le istruzioni
- Articolo 4 del decreto legislativo 23 del 2011 — la norma che istituisce l'imposta e la rimette ai Comuni
- Comune di Milano, delibera di giunta n. 144 del 12 febbraio 2026 — le tariffe dal 1° aprile 2026, esempio del tetto massimo raggiungibile
- Comune di Firenze, domande frequenti per i gestori — esempio di come un Comune organizza versamenti e comunicazioni
Le presenze del mese le hai già contate
Gli stessi numeri che servono per il versamento al Comune e per la dichiarazione annuale — presenze, notti, esenzioni — sono quelli che conti già per la Regione e per te. HotelAccelerator li legge dal gestionale che usi, dove esiste un collegamento diretto, così non li ricostruisci tre volte da tre fogli diversi.
Come si collega il gestionaleDa leggere dopo
Alloggiati Web: come funziona davvero
Entro quando comunicare, quali dati servono, come si ottengono le credenziali e perché le ricevute vanno scaricate entro trenta giorni.
ISTAT: la comunicazione mensile degli ospiti
Arrivi e presenze si mandano alla Regione, non all'ISTAT, e il giorno 20 che si legge ovunque non è la tua scadenza.